Il numero dieci
13 maggio 2012
A volta basta solo una parola per spiegare un bisogno e per dare una
soluzione. Una parola piccina piccina, ma enorme nel concetto e nella
capacità di produrre effetti. Una parola breve, elementare, mai banale,
anche se talvolta usata fuori luogo. C'é bisogno di
"serietà", soprattutto quando tutto il coro sembra intonare
canzoni stanche e persino i migliori solisti inseguono note fuori spartito.
Serietà é parola complicata da accompagnare. Non c'é poesia, nella
serietà, perché l'accento rende la rima quasi impossibile e
l'unica parola che sembra accompagnarsi é ancor più pesante ed
impegnativa: verità. E' difficile ricordarsi che ciò che paga é la
coerenza, é il tono che non cerca l'acuto, é saper scegliere - nel
frastuono - la fatica del silenzio sperando sia vero il detto che raglio
d'asino non arriva in cielo.
Serietà é esser se stessi anche quando pulcinella prende la scena e girarsi
dall'altra parte, facendo finta di niente, paga moneta immediata;
quando, invece, passione e fatica sembrano merce scaduta. Alla lunga,
peró, l'effimero scompare e si paga pegno, perché la medicina é ancor
più amara quando il palato é deformato dal gusto forte di illusioni troppo
dolci per esser durature. Per esser vere.
La serietà é cifra di una politica che deve saper risalire la corrente per
uscire dalle secche dove l'hanno portata l''arroganza e
l'ignoranza di chi si era presentato come il nuovo. Serietà é saper
essere onesti innanzitutto con se stessi e con gli altri. Serietà é fare
bene il proprio lavoro, qualunque esso sia.
Oggi gli appassionati del calcio hanno applaudito Alessandro Del Piero.
Lascia, vincendo, la squadra di cui é stato la bandiera. Grande calciatore
e professionista, a cui non é sfuggito alcun trofeo, capace di vestire
sempre - sinora - la stessa maglia e, nel contempo, esser ammirato da
tutti perché chi é capace di regalare sogni ed emozioni é patrimonio
collettivo e non di una sola parte.
L'applauso più vero é stato peró riservato all'uomo che della
serietà ha fatto segno ed autografo. In ogni campo, anche quello dove la
mano sinistra non deve conoscere ciò che fa quella destra. Il numero dieci
sulla maglia, è richiamo di un ruolo e di una responsabilità alla quale è
difficile abdicare anche se tutto, oggi, ti invita a farlo.
Diciannove anni - in cui tutto é cambiato - trascorsi sulle vette dei
successi e della notorietà. Sempre con parole misurate, lo sguardo fiero
di chi conosce la vita e non solo il rettangolo di gioco, la sobrietà nei
gesti - lontano dal gossip - che ne fanno il testimone di uno stile e non
solo capitano di una squadra di calcio. A dimostrazione, per
l'appunto, che la serietà non é mai in fuori gioco.
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